L'incontro di ieri in biblioteca con Swami Atmananda ritengo sia stato, oltre che piacevole e divertente, anche molto istruttivo. Non ci siamo soffermati solo a voler mostrare come può vivere un eremita, abbiamo anche voluto trarre qualche insegnamento per la vita quotidiana nella società. Atmananda ha sottolineato l'importanza della Presenza, della Non-dualità e della Trascendenza dell'io come percorso di risveglio interiore e svelamento della Realtà più profonda dell'Essere. Per quanto riguarda la Presenza si è soffermato sul vivere hic et nunc ossia "qui e ora". Vivere il momento presente per essere più svegli, più attenti, più concentrati e più consapevoli. E si è soffermato sulla consapevolezza del respiro. Riportando l'attenzione sul respiro, si riporta la mente al momento presente. La Non-dualità è un concetto chiave nella filosofia induista della Tradizione Vedica denominata Advaita Vedanta. Significa, in altri termini, andare oltre gli opposti che la mente crea in quanto duale. "Bello e brutto", "caldo e freddo", "attrazione e repulsione" sono degli esempi di come la mente crea la dualità e la vive. E i conflitti umani nascono proprio da questa dualità. La Verità, la Realtà e il riconoscimento dell'unione con l'Assoluto, secondo la Tradizione Advaita, verrebbero svelate oltre questa dualità creata dalla mente. Il consiglio che dà Atmananda è quello di ritagliarsi dei momenti di pausa per ricaricarsi e per distaccarsi dalle energie più o meno scomposte della giornata. E sulle "pause" si sofferma anche quando parla della meditazione. Per calmare la mente bisogna concentrarsi sulle pause tra un pensiero e l'altro e cercare di aumentare sempre di più queste pause per liberarsi dai pensieri disturbanti e portare la mente in uno stato di pace e di silenzio. Per quanto riguarda invece la Trascendenza dell'io o lo svelamento del proprio Sé interiore, bisogna liberarsi dal concetto di "io" e "mio". Chi segue la Tradizione Advaita coltiva l' ars moriendi, ovvero l'arte di morire da vivi. In questo caso a morire sarebbe l'io o EGO, a prescindere dalla morte del corpo fisico. Il Risvegliato è colui che ha ucciso il suo ego e si è ritrovato tutt'uno con la Coscienza Universale.
Ci tengo a sottolineare che l'Associazione Noesis non fa nessun tipo di proselitismo. Noi siamo un'Associazione Culturale e facciamo cultura. O meglio, STIMOLIAMO la ricerca culturale. La spiritualità, in questo caso, viene trattata come un fatto umano e quindi ha una valenza culturale. Di grandissima importanza, a mio avviso. Poi ognuno di noi in coscienza è libero di credere in quello che vuole, seguire il proprio credo o il proprio non-credo, prendere qualcosa dagli eventi che facciamo, prendere tutto oppure non prendere niente. Noi, per quanto possiamo diamo voce a tutti. E cerchiamo anche di creare dibattiti e confronti mettendoci sempre in discussione. Vogliamo farla crescere quest'associazione e il mio appello è di avvicinarvi e collaborare con noi. In base alle predisposizioni di ognuno cerchiamo di organizzarci per il meglio. E a volte è proprio l'organizzazione che fa la differenza, oltre ovviamente ai principi che ci guidano.
Pubblico il video dell'evento, salvato su YouTube.
Grazie a chi ha partecipato e a chi ci segue da lontano!



