"Alla maggior parte degli uomini e delle donne non è data, né per nascita né coi propri sforzi, la possibilità di diventare ricchi e potenti, mentre il sapere è alla portata di chiunque" (Pitagora).

domenica 13 settembre 2026

Tra il Fango e la Speranza...

 ​𝗢𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗲𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼, 𝘁𝗿𝗮 𝗶𝗹 𝗳𝗮𝗻𝗴𝗼 𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮: 𝗹’𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗚𝗮𝗯𝗿𝗶𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗗𝗲 𝗟𝘂𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗶 𝗥𝗼𝗺 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮𝗿𝗼.

Ci sono storie che non chiedono soltanto di essere lette, ma pretendono di scuotere le coscienze, rompendo il muro d'indifferenza con cui spesso copriamo ciò che è scomodo. Quella raccontata ieri da Maria Gabriella De Luca nella nostra Biblioteca partendo dal suo libro «La mia vita con i Rom. Storia di una scuola tra le baracche» è una di queste: il resoconto sincero, intimo e doloroso di oltre trent'anni trascorsi a stretto contatto con la comunità Rom di Catanzaro.

​Cosentina di nascita ma catanzarese d’adozione, dopo essersi laureata in Filosofia all'Unical nel 1982, la professoressa De Luca ha intrapreso una scelta controcorrente:𝐯𝐚𝐫𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐦𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐚𝐥𝐢𝐜𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚 "𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞" 𝐝𝐚𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐢 𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐛𝐚𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐟𝐞𝐫𝐢𝐚. Lì, dove le strade asfaltate cedono il passo al fango e alla polvere e i servizi essenziali sono spesso un miraggio, ha scelto di stare dalla parte degli ultimi.


​La scuola come “posto magico” e ponte tra mondi

Per la professoressa De Luca, l'esperienza dell'insegnamento nei campi Rom non è mai stata una mera trasmissione di nozioni scolastiche o un dovere burocratico. La sua "scuola tra le baracche" si è trasformata giorno dopo giorno in un vero e proprio spazio di libertà e di ascolto reciproco — un luogo in cui potersi esprimere senza il timore costante del giudizio o dello stigma sociale.

​La scuola è diventata così un ponte tra due realtà parallele: da un lato l'emarginazione profonda e i pregiudizi radicati nei confronti degli "zingari", dall'altro la quotidianità di bambini, giovani e famiglie in cerca di riscatto e dignità.


L'emancipazione femminile e la lotta contro le doppie discriminazioni

​Uno dei nuclei più intensi dell'esperienza di Maria Gabriella De Luca è stato il lavoro di autocoscienza e vicinanza con le donne della comunità. In un contesto doppiamente complesso, le donne Rom si trovano spesso ad affrontare sia le discriminazioni storiche rivolte al proprio popolo, sia le difficoltà e le disparità di genere all'interno della società.

​Fornire loro strumenti di consapevolezza e di parola è stato fondamentale per far percepire che la ricerca dei propri diritti e della propria identità è un cammino condivisibile e universale.


Un racconto crudo, necessario e senza retorica

​Come emerge dalle pagine dell'opera, l'esperienza vissuta dall'autrice è un cammino fatto di piccoli miracoli quotidiani e di grandi delusioni. Non vi è spazio per l'idealizzazione o il paternalismo: il libro restituisce la crudezza della marginalità, i fallimenti istituzionali e le resistenze culturali, ma allo stesso tempo celebra la forza di chi non si arrende all'esclusione.

​In un'epoca in cui si sceglie sempre più spesso di volgere lo sguardo altrove, la testimonianza di Maria Gabriella De Luca si offre come una lezione di pedagogia civile e profonda umanità: la dimostrazione che educare significa prima di tutto stare accanto, condividere la polvere della vita e credere fermamente nella possibilità di un futuro condiviso e migliore.



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