𝗢𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗲𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼, 𝘁𝗿𝗮 𝗶𝗹 𝗳𝗮𝗻𝗴𝗼 𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮: 𝗹’𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗚𝗮𝗯𝗿𝗶𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗗𝗲 𝗟𝘂𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗶 𝗥𝗼𝗺 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮𝗿𝗼.
Ci sono storie che non chiedono soltanto di essere lette, ma pretendono di scuotere le coscienze, rompendo il muro d'indifferenza con cui spesso copriamo ciò che è scomodo. Quella raccontata ieri da Maria Gabriella De Luca nella nostra Biblioteca partendo dal suo libro «La mia vita con i Rom. Storia di una scuola tra le baracche» è una di queste: il resoconto sincero, intimo e doloroso di oltre trent'anni trascorsi a stretto contatto con la comunità Rom di Catanzaro.
Cosentina di nascita ma catanzarese d’adozione, dopo essersi laureata in Filosofia all'Unical nel 1982, la professoressa De Luca ha intrapreso una scelta controcorrente:𝐯𝐚𝐫𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐦𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐚𝐥𝐢𝐜𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚 "𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞" 𝐝𝐚𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐢 𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐛𝐚𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐟𝐞𝐫𝐢𝐚. Lì, dove le strade asfaltate cedono il passo al fango e alla polvere e i servizi essenziali sono spesso un miraggio, ha scelto di stare dalla parte degli ultimi.
La scuola come “posto magico” e ponte tra mondi
Per la professoressa De Luca, l'esperienza dell'insegnamento nei campi Rom non è mai stata una mera trasmissione di nozioni scolastiche o un dovere burocratico. La sua "scuola tra le baracche" si è trasformata giorno dopo giorno in un vero e proprio spazio di libertà e di ascolto reciproco — un luogo in cui potersi esprimere senza il timore costante del giudizio o dello stigma sociale.
La scuola è diventata così un ponte tra due realtà parallele: da un lato l'emarginazione profonda e i pregiudizi radicati nei confronti degli "zingari", dall'altro la quotidianità di bambini, giovani e famiglie in cerca di riscatto e dignità.
L'emancipazione femminile e la lotta contro le doppie discriminazioni
Uno dei nuclei più intensi dell'esperienza di Maria Gabriella De Luca è stato il lavoro di autocoscienza e vicinanza con le donne della comunità. In un contesto doppiamente complesso, le donne Rom si trovano spesso ad affrontare sia le discriminazioni storiche rivolte al proprio popolo, sia le difficoltà e le disparità di genere all'interno della società.
Fornire loro strumenti di consapevolezza e di parola è stato fondamentale per far percepire che la ricerca dei propri diritti e della propria identità è un cammino condivisibile e universale.
Un racconto crudo, necessario e senza retorica
Come emerge dalle pagine dell'opera, l'esperienza vissuta dall'autrice è un cammino fatto di piccoli miracoli quotidiani e di grandi delusioni. Non vi è spazio per l'idealizzazione o il paternalismo: il libro restituisce la crudezza della marginalità, i fallimenti istituzionali e le resistenze culturali, ma allo stesso tempo celebra la forza di chi non si arrende all'esclusione.
In un'epoca in cui si sceglie sempre più spesso di volgere lo sguardo altrove, la testimonianza di Maria Gabriella De Luca si offre come una lezione di pedagogia civile e profonda umanità: la dimostrazione che educare significa prima di tutto stare accanto, condividere la polvere della vita e credere fermamente nella possibilità di un futuro condiviso e migliore.
Per chi volesse acquistare il libro La Mia Vita con i Rom"
https://www.ilmillimetro.it/libro/9791282062169
